Crociere in Laguna a Venezia

Venezia è una delle mete più ambite nell’immaginario del turista. Venezia, se ci sei già stato, non riesci a dimenticarla. Venezia è una delle città più belle e magiche del mondo tanto che da ogni parte del mondo ci si sposta per visitarla.

Si arriva alla Stazione di Santa Lucia dopo aver pregustato la gioia di una passeggiata tra le calli ammirando il magnifico skyline che si delinea percorrendo, in treno, il ponte che collega Mestre a Venezia.

L’esperienza di conoscere Venezia, in tutti i suoi aspetti, in qualsiasi stagione dell’anno e in ogni singolo momento del giorno e della notte è indescrivibile, impalpabile, acquerellata come i colori della città.


La Laguna di Venezia

Ma quanti hanno portato il godimento alle estreme conseguenze concedendosi un itinerario in Laguna? Venezia fa parte di un sistema vastissimo di isole, dalle più grandi alle più piccole, ma non solo, Venezia fa parte del delicato e incredibile Sistema Laguna, 594 metri quadrati di acqua e terra che convivono da più di 2000 anni e lo fanno grazie all’opera infaticabile dell’uomo. La Laguna, per continuare a esistere nell’equilibrio tra acque dolci e acque salate, per non diventare solo terra o solo mare ha avuto e ha ancora bisogno dell’uomo. La Laguna è un mondo complesso, variegato, una distesa d’acqua solo apparentemente uguale e monotona ma che invece rivela aspetti misteriosi e unici che solo i pescatori, gli abitanti della Laguna conoscono fino in fondo. La Laguna è un mondo languido, placido, immobile. La Laguna è il mondo del silenzio oramai sconosciuto a Venezia, è il mondo dei colori, il mondo dell’ingegno dell’uomo che addomestica la Natura e della Natura che sostiene l’uomo, il mondo delle diverse specie di uccelli e pesci che permettono che il sistema si regga in equilibrio.

In Laguna si caccia proprio come se ci si trovasse in una sterminata prateria che ogni dodici ore cambia volto per effetto delle maree, i cacciatori all’interno delle botti al riparo come se fossero dietro un cespuglio. Ma non solo, La Laguna è anche le valli da pesca dove si allevano le specie più pregiate di pesce (branzini, orate, cefali e anguille), le bricole che delimitano i corsi dei canali e guidano la navigazione e che fanno da piedistallo ai cormorani, le peociere per l’allevamento delle cozze, le saline, i palùi sui quali è impossibile navigare, i ghebi (canali ciechi) dove i vaporetti non possono addentrarsi.

La Laguna è una costellazione di isole e isolotti abbandonati. La laguna nord è quella più antropizzata, vi si trovano le isole dove sorsero i primi insediamenti, la Laguna sud è più aperta. Gli abitanti di Altino, una città a nord di Mestre, in fuga, nel 452 d.C. dagli Unni di Attila si rifugiarono su un’isola che avevano avvistato dall’alto di un campanile e fondarono Nuova Altino, la futura Torcello. Gli Unni che li inseguivano rimasero intrappolati nel fango delle barene. E così tutte le altre popolazioni della terraferma per trovare riparo dalle invasioni dei barbari prima, dei bizantini e dei Longobardi poi, si trasferirono in Laguna e diedero inizio alla straordinaria civiltà di Venezia.

Quelle conosciute ai più sono solo una piccola percentuale delle isole che è possibile visitare con stupore sempre nuovo. Chi è mai stato a Sant’Erasmo? E nell’isola di San Michele, il cimitero di Venezia pieno di fiori e di lunghi vialli affiancati da cipressi? O a San Francesco del Deserto dove la frase che accoglie i visitatori all’ingresso del convento “O beata solitudo” dà la misura della pace che si respira laggiù. San Francesco sarebbe giunto qui nel 1220 di ritorno dalla predicazione in Egitto e in Palestina. Avrebbe voluto rifugiarsi a Torcello ma l’isola gli parve troppo affollata così in barca raggiunse un’altra isoletta dove fondò un convento prima di ripartire. C’è un’isoleta, l’isoletta di Crevan che una volta fu sommersa dall’acqua e fu acquistata da una facoltosa famiglia veneziana che l’ha rimessa in sesto portandovi centinaia di barche da terra e riscavando il canale che un tempo la attraversava. Oggi è un vero e proprio gioiello e il forte francese è stato trasformato in villa. San Giacomo in Palude una volta ospitava un convento di clausura demolito nel 1810. Pare ci spedissero le figlie dei nobili veneziani che non si erano comportate in modo consono al loro status. Tuttavia altri nobili interessati alle ospiti incìvolontarie del convento raggiungevano l’isola a bosdo dieleganti gondole e proprio a bordo di queste con i loro felzi che proteggevano da sguardi indiscreti si svolgevano romantici incontri. Oggi San Giacomo in Palude è completamente abbandonata.

E non si finirebbe di elencarle tutte le isole. Insomma chi ama Venezia dovrebbe conoscere la Laguna, la sua atmosfera, la sua bellezza senza tempo. Tutti i progetti attuali si concentrano sulla Laguna, sono molti quelli che studiano itinerari che portino lontano dalla città. Alcuni innamorati delle tradizioni e degli impagabili paesaggi della Laguna, della lentezza delle acque e di uno stile di vita lontano dal chiasso del turismo di massa hanno rimesso in acqua i bragozzi, l’imbarcazione ideale per esplorarla. Il bragozzo è una barca con il fondale piatto e il timone sollevabile ideale per la navigazione sui fondali bassi che veniva utilizzata fin dai tempi della Serenissima.
 

In Crociera in Laguna con Eolo

Mauro Stoppa proprietario di Eolo, un bragozzo di 16 metri del 1946, da lui restaurato, vuole dare il suo personale contributo alla riscoperta della Laguna del suo fascino e della sua storia. Pantaloni bianchi e camicia amaranto, il tradizionale abito veneziano, Mauro Stoppa parla del suo Eolo. Si distingue per le vele colorate dalla forma trapezoidale, sono vele al terzo, una evoluzione della vela latina triangolare e di quella quadrata nate nell’Alto Adriatico tra il 600 e il 700 e che si affermarono per la maggiore adattabilità agli scafi a fondo piatto. Su Eolo possono prendere posto dieci persone al massimo. I pescatori di Chioggia sul finire della seconda guerra mondiale affondarono le loro barche migliori per impedire all’esercito tedesco, che si ritirava, di requisirle. Eolo è una di quelle barche anche se fu varato nel 1946. Il proprietario coniugando la formula barca d’epoca + cucina autentica + sensibilità promuove e propone questa nuova formula di turismo sostenibile.

Gli itinerari a bordo di Eolo portano indietro nel tempo sulla scìa lasciata dagli aristocratici veneziani che avevano l’abitudine di trascorrere una parte dell’anno presso le residenze estive dell’entroterra per poi far ritorno ai fastosi palazzi veneziani. A bordo di Eolo si possono gustare i piatti tipici della Laguna veneziana pieni di contaminazioni, all’interno dei quali oriente e occidente si miscelano con sapienza e creatività mentre si riscopre il piacere della ciaccole che per i veneziani sono più di una normale conversazione. E’ un modo di rilassarsi mentre si sorseggia un’ombra di vino cullati dalle maree.

Attualmente su Eolo, come ci dice Mauro Stoppa, viaggiano prevalentemente stranieri dal momento che gli italiani, anche nell’ironia è pur sempre una verità, preferiscono fare un viaggio alle Maldive. Gli ospiti di Eolo arrivano attraverso il passaparola o dopo aver letto articoli e recensioni su riviste specializzate o agenzie straniere. L’equipaggio è composta da un minimo di quattro persone che aumentano all’aumentare degli ospiti a bordo per garantire una qualità e un servizio di eccezionale livello.
 

Gli Itinerari di Eolo

L’itinerario più articolato che Mauro Stoppa propone a bordo di Eolo è quello della durata di otto giorni e per un massimo di dieci persone.

Ci si imbarca dalla città di Venezia o dall’aereoporto e inizia un viaggio dove la scoperta della storia e delle bellezza della Laguna si alterna al soggiorno in castelli o in ville private e dove gli spostamenti avvengono non solo a bordo di imbarcazioni ma anche su carrozze o mezzi di trasporto antichi. L’itinerario è intitolato Dai Colli alla Laguna e si svolge attraverso l’antica rete di strade e di canali.

Si visita l’isola di Lispida dove si è ospiti per due notti nel castello neogotico di Villa Italia e il borgo medievale di Arquà Petrarca dove trascorse gli ultimi anni di vita Francesco Petrarca.

Il secondo giorno a bordo di una carrozza inglese del XIX secolo ci si reca a Monselice per visitare il castello di una delle principali casate nobiliari veneziane, i Marcello e si pranza a Villa Emo, ospiti della contessa Marina Emo. Villa Emo fu progettata da Vincenzo Scamozzi, il pupillo di Palladio. In giornata si visita anche il Castello del Catajo circondato da un giardino con un lago e un parco con i cervi.

Il terzo giorno a bordo di una caorlina degli anni ‘30 si esplora il canale Battaglia che porta fino in centro a Padova. Si pranza a Villa Molin, altra residenza progettata da Vincenzo Scamozzi. La giornata trascorre con la visita dei principali monumenti e delle piazze storiche di Padova.

Per il quarto giorno l’itinerario si snoda lungo il canale del Brenta, la via d’acqua che permetteva agli aristocratici veneziani di raggiungere le loro ville. Il Canale, che sfocia direttamente nella Laguna di Venezia, è una rassegna unica al mondo di ville dei più potenti e facoltosi veneziani del Settecento. Tra le tante si ricorda Villa Pisani a Stra. Un immenso complesso costruito nel 1735 circondato da un vasto parco con un labirinto, scuderie e giardini. La sala da ballo fu affrescata da Giambattista Tiepolo. Così come merita il viaggio la visita della Villa Malcontenta una delle più belle realizzate dal Palladio.

Dal quinto giorno fino al termine dell’itinerario ci si trasferisce su Eolo. Mauro Stoppa ha restaurato il bragozzo secondo i disegni dell’epoca e l’ha arredato in maniera esclusiva.

La navigazione si dirige verso Chioggia dove si visiteranno il Duomo, il mercato del pesce e il granaio che risale al 1322. L’impianto urbanistico a scacchiera di Chioggia riflette il passato romano quando Chioggia era un importante porto situato tra il mare e le via d’acqua per Padova.

Il penultimo giorno a bordo di Eolo si visita Sant’Erasmo, l’isola che produce più frutta e verdura di tutto l’arcipelago della Laguna e successivamente non poteva mancare di far rotta verso Torcello, il più antico insediamento lagunare della civiltà veneziana. Il pranzo verrà servito nella esclusiva Locanda Cipriani tanto celebrata da Ernest Hemingway che amava la laguna, le sue isole, Venezia e la caccia all’interno delle botti. Nell’isola di Torcello si pernotta presso la residenza privata Villa San Giovanni Evangelista che in origine era la foresteria di un convento del quindicesimo secolo mentre i campi intorno alla villa sono i resti della basilica di san Giovanni.

L’ottavo giorno si rientra a Venezia in un percorso che sfiora le isole di Burano, Murano, San Michele.

Per chi ha meno tempo a disposizione invece Mauro Stoppa propone a bordo di Eolo un itinerario da tre giorni e un itinerario giornaliero in laguna con sullo sfondo Venezia.

Tutte le crociere sono anche una vera gioia per il palato di quelli che amano o non conoscono ancora i sapori tradizionali della cucina veneta. Sia a bordo che a terra, nelle diverse soste, si potranno assaporare risi e bisi, risi al nero di seppia che veniva utilizzato per conservare il pesce nei lunghi viaggi in mare; una vera specialità è il brodeto coi gò, delicati pesci di laguna, gransipori e caparosoi recuperati a mano dal fondo della laguna con un bastone o con le mani. Tra le carni non può mancare in un menù tipico che si rispetti il fegato alla veneziana con cipolle e uva passa o i sughi di selvaggina e, dall’entroterra, il famoso radicchio di Treviso e il radicchio di Chioggia. Il tutto innaffiato dagli ottimi vini che il Veneto produce.
 

Per informazioni:

Mauro Stoppa
Tel. +39 049 8078032
E-Mail: infoberto@tin.it
Web: www.cruisingvenice.com