Itinerari: Santa Croce

Santa Croce era un antico luogo di saline e di laghetti stagnanti con i confini che si intrecciano a quelli del sestiere di San Polo. Il carattere dei due sestieri è un fitto intreccio di abitazioni e attività commerciali con una urbanizzazione stratificata nei secoli.

L’itinerario può prendere le mosse dalla Chiesa di San Simeone Piccolo che si affaccia sul Canal Grande proprio di fronte alla Stazione ferroviaria di Santa Lucia dal momento che è il primo edificio religioso sul quale il turista pone lo sguardo non appena sceso dal treno che lo ha portato in città. Si oltrepassa il Ponte degli Scalzi e si raggiunge, sull’altra sponda del Canal Grande, la chiesa dedicata ai santi Simeone e Giuda che veniva comunemente chiamata San Simeone Piccolo per distinguerla dalla vicina chiesa di San Simeone Grande. Ancora oggi viene chiamata così nonostante i lavori di ristrutturazione eseguiti nel Settecento l’abbiano trasformata in una chiesa assai più grande. Probabilmente la sua erezione data al X secolo e nel corso dei secoli subì vari rifacimenti fino ad assumere la fisionomia attuale dopo i lavori di ristrutturazione nel 1718 su progetto dell’architetto Giovanni Scalfarotto. La chiesa si presenta con un pronao delimitato da colonne corinzie e pilastri che sostengono il frontone triangolare. La seconda struttura volumetrica è la cupola ricoperta di lastre di rame di color verdastro che copre il corpo principale della chiesa con in cima una grande lanterna a forma di tempietto circolare al di sopra della quale si trova la statua del Cristo Redentore. Il corpo centrale è a pianta circolare (primo esempio di tale struttura a Venezia). Posteriormente si apre il presbiterio rialzato rispetto alla navata. Interressanti sono i sotterranei cimiteriali che stanno al di sotto della pavimentazione e che costituiscono un complesso catacombale unico per Venezia.

A poca distanza da San Simeone Piccolo sorge la chiesa di San Simeone Grande. La sua fondazione è antichissima e risale al 967. Della fisionomia dell’antica costruzione non si sa quasi nulla ma doveva essere in cattive condizioni se, a cavallo tra i secoli XII e XIII, venne completamente ricostruita, tuttavia una nuova ricostruzione si rese necessaria agli inizi del Settecento. Al suo interno la chiesa conserva dipinti di Palma il Giovane e di Jacopo Tintoretto. Le tre navate dell’interno si reggono su colonne antiche con capitelli bizantini.

Proseguendo lugo le calli a sinistra si raggiunge la Chiesa di San Zan Degolà cioè la Chiesa di San Giovanni Decollato ma non chiedete a un veneziano di indicarvela poiché vi saprà dire dove si trova solo se pronunziate il nome dialettale della chiesa. Si affaccia sul campo omonimo a poche calli di distanza dal campo di San Giacomo dell’Orio. La piccola e spoglia chiesa in realtà è molto importante dal momento che si tratta dell’unico esempio di architettura veneto-bizantina che si sia conservata in modo sufficientemente integro. Promotrice della costruzione della chiesa fu la nobile famiglia Venier mentre un’altra importante famiglia si fece carico del suo restauro nel XII secolo. Il prospetto attuale è da riferire al Settecento con i tre partiti e le due ali laterali corrispondenti alle navate minori. L’interno è molto semplice con una copertura a carena di nave capovolta. All’interno si trovano otto colonne in marmo greco con capitelli bizantini che risalgono all’XI secolo. Un terribile fatto di cronaca è legato a questa chiesa ed è entrato a far parte della memoria collettiva dei veneziani. Il 21 novembre 1500 venne sterminata una intera famiglia e di questo atroce delitto venne accusato un prete che officiava a San Zan Degolà. Il prete Francesco venne giustiziato in Piazza San Marco il 19 dicembre successivo dopo aver subito il taglio della mano destra davanti alla porta della povera famiglia rapinata e sterminata.

Alle spalle della chiesa di San Zan Degolà si trova il Fondaco dei Turchi il più grande palazzo medievale del Canal Grande. Fu trasformato in magazzino dai mercanti turchi che vi si stabilirono dal 1621 al 1838 aprendovi bazar, bagni turchi e moschee. Nel 1858 il Comune riacquistò e restaurò l’edificio in stile veneto e bizantino che dal 1924 ospita il Museo di Storia Naturale. Le collezioni all’interno del museo erano già appartenute al Museo Correr e all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, a queste si aggiunsero altre preziose raccolte. Tra le varie collezioni botaniche, zoologiche, paleontologiche si trova anche una collezione di modelli e strumenti che illustrano sistemi di pesca in uso nella laguna di Venezia e una ricca biblioteca scientifica con oltre 40.000 titoli.

Dal Museo di Storia Naturale, immettendosi nella calle Larga e percorrendola per qualche centinaio di metri, ci si trova in Campo San Giacomo dell’Orio dove sorge l’omonima chiesa. E’ una delle più antiche e suggestive chiese veneziane.La semplice facciata quasi non sembra quella di un edificio sacro ed è rivolta verso un minuscolo ma accogliente campiello caratterizzato da una graziosa fontanella. La fondazione della chiesa, stando alla tradizione, dovrebbe risalire all’IX secolo anche se il primo documento che ne fa menzione risale al 1089. Nel 1225 venne ricostruita in stile bizantino e decorata con elementi molto particolari tra i quali una colonna in marmo verde portata da Bisanzio come trofeo di guerra durante la Quarta Crociata. All’interno è da segnalare il bellissimo ciclo pittrorico di Palma il Giovane per la Sacrestia Vecchia e per la Cappella del Santissimo.

Non molto distante da San Giacomo dell’Orio sorge Palazzo Mocenigo che nel 1954 fu donato da parte del proprietario Alvise Mocenigo, discendente di una famiglia patrizia, alla città di Venezia. Si tratta di un raffinato e prezioso ambiente con arredi settecenteschi e, all’interno, si può ammirare una raccolta di abiti e accessori, tessuti, libri, figurini di moda di varie epoche. Nelle sue sale ha sede anche il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume dotato di una ricca biblioteca specializzata nonché di una cospicua tessilteca.

Oltrepassando il Rio di San Stae l’itinerario può proseguire con una visita alla piccola Chiesa di Santa Mater Domini con la facciata incastrata tra due edifici. Una bella composizione di ispirazione rinascimentale attribuita a Sansovino. Sul Campo sono visibili resti di costruzioni del periodo bizantino. Da qui percorrendo la fondamenta Rimpetto Mocenigo fino al Canal Grande ci si porta a Cà Pesaro per una visita al Museo d’Arte Orientale e al Museo D’Arte Moderna. All’interno di Cà Pesaro, un’architettura che segna il trionfo del barocco veneziano, è ospitata una delle più grandi collezioni europee d’arte orientale con costumi, oggetti e tessuti giapponesi del periodo EDO (1600-1868). All’interno del Museo d’Arte Moderna si potranno ammirare opere di Klimt, Matisse, Rodin, Calder, i pittori italiani della fine del XIX secolo e molti altri.
 

Scegli un Itinerario: